Ernest Hemingway, un specie di morte da cui fece ritorno

di Marina 2

Hemingway era un famosissimo romanziere americano, la cui arte è apprezzata ancora adesso. Nato nel 1899 partecipò come volontario alla Prima Guerra Mondiale. Sul fronte italiano, a Fossalta di Piave fu colpito dai proiettili mentre cercava di mettere in salvo altri soldati feriti.

Ernest faceva parte del corpo sanitario americano ed erà lì per aiutare gli uomini che avvano bisogno di assistenza. A causa di un problema alla vista era stato escluso dai reparti combattenti.

Quella notte fu ferito molto gravemente alle gambe e in seguito trasportato all’ospedale di Milano per essere operato. Di questa esperienza drammatica Hemingway parlò ad un amico e ne scrisse nel suo romanzo “Addio alle armi”.

Affermò che, appena dopo essere stato gravemente ferito, mentre giaceva al suolo agonizzante, ebbe la sensazione di abbandonare il suo corpo terreno, di carne, come se fosse morto. Lui, come anima, si stava staccando.

Descrisse benissimo le sensazioni che aveva provato in quell’occasione nel suo libro, utilizzando, per descriverle, la figura di un suo personaggio, Frederic Henry. Le parole tratteggeranno la sensazione di venir scagliato fuori dal corpo ed essere in balia del vento.

E la convinzione di essere morto, unita ad una diametralmente opposta, ovvero di non esserlo. Dopo aver galleggiato nell’aria Hemingway si sent trascinato all’indietro di nuovo all’interno di quel corpo ferito e martoriato dai proiettili.

Dal libro “Addio alle armi” del grande romanziere americano sono stati tratti film, comperarono i diritti cinematografici la Paramount e la Twenthieth Century Fox, fu anche rappresentato a teatro e presso la Casa Bianca, ma aldilà della fama e della gloria di questo srittore restano le sue parole per descrivere un fenomeno che è molto più comune di quanto si pensi, ma di cui in pochi parlarano, preoccupati da cosa potrebbero pensare gli altri nell’ascoltare di esperienze simili. Sono diversi i personaggi noti che hanno sperimentato esperienze extracorporee, ma si teme troppo il giudizio degli altri per parlarne liberamente.

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